NOVE

La storia di Nove, cittadina situata sulla destra del Brenta nella pianura di Bassano, ha origine dalle terre strappate alle acque, le “Terrae Novae”, dalle quali deriva il toponimo, e fu proprio la vicinanza del fiume a determinare le fortune economiche del centro e a stabilirne i connotati di “terra di ceramica”. Del fiume venivano utilizzati i depositi di materiali alluvionali, sabbia e ghiaie, ciottoli di quarzo e di calcio carbonato, utilizzati per gli impasti ceramici.

Del fiume si sfruttava l’energia idraulica per azionare i mulini ed i loro complessi macchinari usati per la miscelazione e la preparazione delle terre e delle vernici. In ultima, grazie al Brenta, si potevano trasportare il legname per i forni ed i prodotti finiti.

La tradizione legata alla produzione ceramica è nata nel XVIII secolo, quando la richiesta di ceramiche cinesi in Europa ha spinto i ceramisti olandesi a imitare il loro stile e a diffondere le loro creazioni. La Repubblica della Serenissima ha favorito questa attività offrendo agevolazioni fiscali per la produzione locale di ceramica.

La posizione geografica di Nove ha contribuito alla sua crescita come centro ceramico. La presenza della Roggia Isacchina e del fiume Brenta ha agevolato la nascita delle prime manifatture, mentre l'Altopiano di Asiago e le colline circostanti fornivano i materiali necessari, come gesso, argilla e caolino.

Nel corso dei secoli, la produzione ceramica di Nove si è evoluta per adattarsi ai cambiamenti di mercato e alle esigenze dei consumatori, aggiornando tecniche e introducendo sempre nuove tecnologie nel processo produttivo.

Oggi, la storia della ceramica di Nove è documentata nel Museo Civico della Ceramica, che espone una vasta collezione di opere dall'XVIII secolo ai giorni nostri. Inoltre, i visitatori possono esplorare la città e scoprire i luoghi legati a questa tradizione visitando il Museo Diffuso di Nove.

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